Dove inizia la nostra responsabilità.
Rappresentanza delega e responsabilità
La democrazia rappresentativa si fonda sulla delega.
Ma la delega, senza responsabilità reciproca, si svuota.
Un sistema in cui il voto è raro, il mandato è irreversibile e l’astensione è politicamente neutra, produce potere legittimo solo in senso formale.
Quando una minoranza decide stabilmente per una maggioranza silenziosa, la rappresentanza smette di essere relazione e diventa gestione del consenso residuo.
Il cittadino è chiamato a scegliere episodicamente, senza strumenti per incidere nel tempo.
Il rappresentante governa continuativamente, senza vincoli effettivi verso chi lo ha delegato.
Il voto catturato all’ultimo momento sostituisce il confronto con lo slogan, la responsabilità con l’emozione, la durata con l’istante.
Articolo 140 afferma un principio non negoziabile:
non esiste rappresentanza senza responsabilità condivisa tra chi delega e chi governa.
Dove il mandato non può essere corretto,
dove il non-voto non conta,
dove il potere non rischia,
la democrazia continua a funzionare, ma perde legittimità.
Ricostruire la rappresentanza non significa abolire la delega, ma restituirle tempo, conseguenze e relazione.
Senza questo passaggio, la sovranità resta scritta.
Ma non è più esercitata.