Attualità - Quando la destra accelera, la Repubblica deve frenare?
Vannacci sta spingendo sull'acceleratore.
Sta costruendo la propria forza politica andando a raccogliere ciò che sta più a destra della destra tradizionale. E in questi giorni è arrivato perfino il linguaggio dei “rastrellamenti”, evocato parlando di Rogoredo e del candidato scelto per Milano.
Non mi interessa stabilire se Vannacci sia fascista, estremista o semplicemente provocatore.
Mi interessa un'altra cosa.
Che cosa succederebbe se questo linguaggio diventasse governo?
Perché una democrazia non si misura soltanto dalla libertà concessa a chi governa.
Si misura soprattutto dalla capacità di impedire che chi governa possa utilizzare quella libertà contro gli altri.
Ed è qui che Articolo 140 vuole essere molto chiaro.
Ogni opinione è libera. Anche quella che non condividiamo.
Anche quella che ci irrita.
Anche quella che ci spaventa.
Ma la libertà di opinione finisce quando comincia la prevaricazione.
Quando un individuo minaccia, organizza violenza, perseguita, discrimina, intimidisce o costruisce deliberatamente le condizioni perché altri vengano privati dei propri diritti, non siamo più nel campo delle opinioni.
Siamo nel campo della responsabilità.
E allora lo Stato deve intervenire.
Non con i rastrellamenti.
Non con la vendetta.
Non con la sospensione arbitraria della cittadinanza.
Con la legge.
Con indagini, processi, condanne e, quando necessario, con la limitazione della libertà personale prevista dalla legge.
Perché Articolo 140 non vuole sostituire un'autorità con un'altra.
Vuole costruire una Repubblica nella quale nessuno possa usare il potere pubblico per prevaricare gli altri.
Neppure chi dice di voler difendere la Repubblica.
E qui arriviamo al punto che forse dovrebbe preoccuparci tutti.
Possiamo continuare a considerare queste parole soltanto delle provocazioni.
Possiamo continuare a pensare che siano folclore politico.
Possiamo continuare a dire che “tanto non succederà”.
Ma la storia ci insegna che le degenerazioni non cominciano quando arrivano i manganelli.
Cominciano molto prima.
Cominciano quando una società si abitua alle parole.
Quando smette di reagire.
Quando considera normale che qualcuno prometta di “rastrellare” altri esseri umani.
Quando pensa che, in fondo, se la sono cercata.
E soprattutto quando comincia a ritenere che per proteggere la propria libertà sia necessario togliere la libertà agli altri.
Questa è la soglia che Articolo 140 non vuole oltrepassare.
Perché noi non vogliamo una Repubblica che neutralizzi le persone.
Vogliamo una Repubblica che neutralizzi le minacce alla libertà delle persone.
La differenza sembra sottile.
In realtà è la differenza tra uno Stato di diritto e uno Stato di forza.
E se davvero arriverà il momento in cui qualcuno tenterà di trasformare la paura in consenso politico, Articolo 140 non chiederà rastrellamenti.
Chiederà qualcosa di molto più difficile: che la Repubblica rimanga Repubblica.
Commenti