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Articolo140 cresce per passaparola naturale, non per campagne social.
società


Dove sono finiti i verdi, ora che servono?
Ambiente. Una parola che per decenni è stata al centro del dibattito. E oggi? Che fine hanno fatto i “verdi”? Per molto tempo sono stati una voce forte. Radicale. Necessaria. Hanno acceso i riflettori su temi che altri ignoravano: cambiamento climatico, inquinamento, consumo di risorse. Poi qualcosa si è perso. Non perché i problemi siano spariti — anzi, sono diventati più urgenti. Ma perché il tema ambientale è stato assorbito, diluito, a volte anche banalizzato. È entrato n

Caricasole Flavio
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I programmi elettorali? Se esistono sono invisibili
Perché i programmi elettorali sono quasi sempre vaghi? La risposta più semplice è anche la più scomoda: perché la vaghezza paga. Un programma poco chiaro tiene insieme più elettori. Riduce i conflitti interni. Evita di esporsi a critiche puntuali. Permette di promettere senza vincolarsi davvero. È, in fondo, uno strumento di consenso più che un impegno operativo. Ma questo ha un costo. I cittadini votano sulla base di pochi slogan, di alcune misure simboliche, spesso scollega

Caricasole Flavio
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I presunti tutori della patria
Ci sono momenti in cui i simboli diventano intoccabili. La bandiera. La divisa. L’inno nazionale. Si difendono a prescindere. Si blindano. Si trasformano in qualcosa che non può essere messo in discussione. Anche quando i comportamenti concreti raccontano altro. Anche quando emergono errori, abusi, responsabilità. In quei casi, invece di affrontare il problema, spesso si reagisce in modo diverso: si chiede immunità, si minimizza, si depista, si copre. Per “difendere il simbol

Caricasole Flavio
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Taranto, la città perduta
Ci sono ferite che un Paese civile non dovrebbe tollerare. E invece le tolleriamo da anni. L’impianto siderurgico di Taranto. La Terra dei Fuochi. Le aree industriali contaminate di Gela. Il polo petrolchimico di Priolo. Le discariche abusive che continuano a emergere in diverse zone del Paese. Luoghi diversi, stesso schema. Persone che si ammalano. Comunità esposte a rischi evidenti. Territori compromessi per generazioni. E una risposta che, nel tempo, si ripete sempre ugual

Caricasole Flavio
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"Io mi sono fatto da solo!" (???)
“Mi sono fatto da solo. Non devo nulla a nessuno.” È una frase che sentiamo spesso. Forte. Apparentemente ineccepibile. Quasi eroica. Ma siamo sicuri che sia vera? Proviamo a fare un esperimento mentale. Prendiamo una persona brillante. Intelligente. Determinata. Magari anche geniale. E immaginiamo che nasca e cresca su un’isola deserta. Senza linguaggio. Senza scuola. Senza relazioni. Senza strumenti. Senza confronto. Cosa diventerebbe? Probabilmente nulla di ciò che oggi de

Caricasole Flavio
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Tutto ha inizio dall'art.1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Lo leggiamo, lo conosciamo, lo diamo per scontato. Ma oggi, davvero, cosa significa? Quando è stato scritto, il lavoro era molto più di un’occupazione. Era riscatto. Era identità. Era partecipazione alla costruzione del Paese. Uscivamo da una fase storica in cui la dignità delle persone era stata calpestata, e il lavoro diventava lo strumento per ricostruirla. Oggi il contesto è cambiato. Il lavoro c’è, ma spesso è

Caricasole Flavio
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Immigrazione
C’è un errore che continuiamo a fare quando parliamo di immigrazione: negarla. Far finta che sia un fenomeno temporaneo. Trattarla come un’emergenza. Oppure limitarci a respingerla, senza affrontarla davvero. Ma l’immigrazione non è un incidente della storia. È un fenomeno strutturale. Esiste, e continuerà ad esistere. E ignorarlo non lo farà sparire. Anzi, lo renderà solo più difficile da gestire. Il vero problema oggi non è l’immigrazione in sé. È l’assenza di una visione.

Caricasole Flavio
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Sovranismo o sovranità nazionale?
C’è una distinzione che continuiamo a evitare, e che invece andrebbe messa a fuoco con precisione: quella tra sovranità nazionale e sovranismo. Non è una sfumatura. È una linea di demarcazione. La sovranità nazionale è una cosa seria. È responsabilità, prima ancora che potere. È la capacità di uno Stato di decidere nell’interesse dei propri cittadini, dentro un sistema di regole che garantisce equilibrio, diritti e stabilità. Non è isolamento. È autorevolezza. Non è chiusura.

Caricasole Flavio
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Consumo, ergo sum!
Consumismo: e se il problema fosse che non ci sentiamo più in colpa? Per anni ci è stato insegnato che desiderare, comprare, possedere fosse normale. Anzi, positivo. Un segnale di successo. Di libertà. Di realizzazione personale. Poi, lentamente, è successo qualcosa. Abbiamo smesso di farci domande. Comprare è diventato automatico. Sostituire invece di riparare. Accumulare invece di scegliere. Consumare senza nemmeno accorgercene. E soprattutto, senza più alcun senso di respo

Caricasole Flavio
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Mai avremmo immaginato di diventare conservatori
All’inizio ci pensavamo progressisti. Spinta al cambiamento. Voglia di innovare. Desiderio di rompere schemi che non funzionano più. Oggi, paradossalmente, ci ritroviamo a essere conservatori. Ma conservatori di cosa? Non di privilegi. Non di rendite. Non di posizioni acquisite. Conservatori dei valori costituzionali. Quelli veri. Quelli scritti, ma soprattutto quelli vissuti — o che dovremmo vivere. La dignità della persona. L’uguaglianza davanti alla legge. Il diritto al la

Caricasole Flavio
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Lo scudo della deterrenza ci protegge davvero?
La deterrenza. Ne parliamo come di qualcosa di necessario. Indispensabile. Quasi inevitabile. Ma siamo sicuri di averne compreso fino in fondo il costo? La deterrenza nasce con un’idea semplice: evitare il conflitto mostrando forza. Prepararsi alla guerra per non doverla fare, ma nel tempo è diventata altro. Un meccanismo permanente, una tensione costante, una lente attraverso cui leggiamo il mondo. E così accade qualcosa di paradossale. Per evitare la guerra, iniziamo a vive

Caricasole Flavio
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Perchè ci chiamiamo "articolo140"?
Molti mi fanno questa domanda. La Costituzione italiana si ferma all’articolo 139. E non è un caso. L’ultimo articolo stabilisce un limite chiaro: la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione. È un confine. Un punto fermo. Un presidio. E allora perché articolo 140 ? Perché è, volutamente, un articolo che non esiste. È lo spazio che viene dopo. È ciò che ancora non è scritto. È il luogo in cui si apre la responsabilità di una generazione. Tra ciò che è intoccabile

Caricasole Flavio
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Il concorso di interessi può essere più pericoloso del conflitto di interessi
Negli ultimi anni si è parlato molto di conflitto di interessi . È diventata quasi una formula del linguaggio politico e giornalistico. Quando una persona che ricopre un ruolo pubblico ha anche interessi privati nello stesso settore, scatta l’allarme: potrebbe prendere decisioni che favoriscono se stessa invece della collettività. È giusto preoccuparsene. Il conflitto di interessi è un problema reale e, quando emerge, mina la fiducia nelle istituzioni. Ma esiste un fenomeno m

Caricasole Flavio
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Attenti ai Lucignolo di turno!
Nella vita pubblica esiste un paradosso che spesso non vogliamo vedere. Chi appare più deciso, più categorico, più “senza dubbi”, non sempre è il più forte. A volte è il più insicuro. La sicurezza autentica non ha bisogno di gridare. Chi è davvero solido può permettersi di ascoltare, di cambiare idea, di ammettere un errore. Può convivere con la complessità. Può accettare che il mondo non sia riducibile a slogan. L’insicurezza, invece, cerca protezione nella rigidità. Trasfor

Caricasole Flavio
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Si prega di non disturbare...c'è gente che dorme
Ci sono momenti in cui una società sembra stanca. Non arrabbiata, non mobilitata. Solo stanca. Sfiduciata. Come se avesse perso energia e fiducia nella possibilità di incidere sul proprio destino. Oggi molti cittadini vivono così: si informano poco, partecipano meno, votano con distacco o non votano affatto. La politica viene percepita come distante. Le istituzioni come lente. I problemi come troppo grandi per essere affrontati. È uno stato di torpore collettivo, più pericolo

Caricasole Flavio
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Voto ed elezioni: ecco cosa non quadra!
1) Il voto tardivo e la politica dello slogan Sempre più spesso il voto si decide all’ultimo momento. Le persone scelgono chi votare nelle ultime settimane, talvolta negli ultimi giorni prima delle elezioni. Questo fenomeno viene spesso letto come superficialità o mancanza di cultura politica. Ma anche qui il problema è più profondo. Il sistema democratico chiede ai cittadini di esprimersi raramente, su temi complessi, dopo lunghi periodi di distanza dalla politica attiva. È

Caricasole Flavio
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Nuova legge elettorale? Senza scelta non c’è rappresentanza
C’è un punto che spesso viene aggirato nel dibattito pubblico, forse perché troppo semplice per essere smentito facilmente: nelle elezioni nazionali i cittadini, di fatto, non scelgono gli eletti . Votano un simbolo. Talvolta una coalizione. Raramente una persona. Le liste sono bloccate o solo formalmente aperte. L’ordine degli eletti è deciso dai partiti. Il cittadino ratifica una decisione presa altrove. Questo non è un dettaglio tecnico: è una trasformazione profonda del r

Caricasole Flavio
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Guerra e pace
Negli ultimi mesi la parola “guerra” è tornata nel linguaggio quotidiano. Si parla apertamente di possibili conflitti in Europa entro pochi anni. Già questo dovrebbe preoccuparci. Non solo per ragioni strategiche, ma per memoria storica. L’Europa ha conosciuto due guerre mondiali nel Novecento. Due tragedie che hanno devastato città, famiglie, generazioni intere. Milioni di morti. Interi territori distrutti. Uomini tornati dal fronte segnati per sempre, nel corpo e nella ment

Caricasole Flavio
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Chi ci ha convinti di essere deboli?
La paura come narrazione La paura è un’emozione naturale. È utile. Ci protegge. Il problema nasce quando diventa racconto collettivo. Negli ultimi anni abbiamo imparato a leggere quasi tutto attraverso la lente dell’emergenza. Ogni difficoltà diventa una minaccia. Ogni cambiamento diventa un rischio. Ogni problema diventa un segnale di declino. Ma una società non si indebolisce solo per i problemi che affronta. Si indebolisce quando interiorizza l’idea di essere fragile. La p

Caricasole Flavio
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Comportamenti, non appartenenze: un criterio per attraversare il tempo
La storia non procede in linea retta. Avanza per rotture, fratture, improvvise accelerazioni che mettono in crisi equilibri, convinzioni e assetti che credevamo stabili. Ci sono momenti in cui il mondo sembra cambiare più velocemente della nostra capacità di comprenderlo. Ed è proprio in questi momenti che il rischio diventa maggiore. Quando gli equilibri saltano, l’istinto umano è rifugiarsi nelle appartenenze : noi e loro, amici e nemici, giusti e sbagliati. È una reazione

Caricasole Flavio
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