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Articolo140 cresce per passaparola naturale, non per campagne social.
democrazia


I programmi elettorali? Se esistono sono invisibili
Perché i programmi elettorali sono quasi sempre vaghi? La risposta più semplice è anche la più scomoda: perché la vaghezza paga. Un programma poco chiaro tiene insieme più elettori. Riduce i conflitti interni. Evita di esporsi a critiche puntuali. Permette di promettere senza vincolarsi davvero. È, in fondo, uno strumento di consenso più che un impegno operativo. Ma questo ha un costo. I cittadini votano sulla base di pochi slogan, di alcune misure simboliche, spesso scollega

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min


Informare sì, manipolare mai!
La libertà di stampa è uno dei fondamenti di una democrazia! Non serve a proteggere una categoria professionale. Serve a proteggere il diritto dei cittadini a conoscere i fatti, comprendere la realtà e costruire liberamente le proprie opinioni. Per questo la stampa libera è essenziale. Perché senza informazione indipendente non esiste scelta democratica consapevole. Ma proprio per questo è necessario distinguere con chiarezza tra informazione e propaganda. Esiste il giornalis

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 1 min


I presunti tutori della patria
Ci sono momenti in cui i simboli diventano intoccabili. La bandiera. La divisa. L’inno nazionale. Si difendono a prescindere. Si blindano. Si trasformano in qualcosa che non può essere messo in discussione. Anche quando i comportamenti concreti raccontano altro. Anche quando emergono errori, abusi, responsabilità. In quei casi, invece di affrontare il problema, spesso si reagisce in modo diverso: si chiede immunità, si minimizza, si depista, si copre. Per “difendere il simbol

Caricasole Flavio
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“I cittadini hanno diritto di conoscere la verità.”
Se dovessimo immaginare il cuore dell’articolo 140, partirebbe da qui. Un principio semplice. Ma dirompente. Perché oggi non è così. O meglio: lo è solo in parte. Frammentato. Limitato. Spesso aggirato. La verità pubblica è spesso opaca. Filtrata. Ritardata. A volte nascosta. E questo ha conseguenze profonde. Un vero diritto alla verità cambierebbe tutto. Cambierebbe il giornalismo. Non più basato su fughe di notizie, fonti anonime, ricostruzioni parziali. Ma su accesso diret

Caricasole Flavio
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"Io mi sono fatto da solo!" (???)
“Mi sono fatto da solo. Non devo nulla a nessuno.” È una frase che sentiamo spesso. Forte. Apparentemente ineccepibile. Quasi eroica. Ma siamo sicuri che sia vera? Proviamo a fare un esperimento mentale. Prendiamo una persona brillante. Intelligente. Determinata. Magari anche geniale. E immaginiamo che nasca e cresca su un’isola deserta. Senza linguaggio. Senza scuola. Senza relazioni. Senza strumenti. Senza confronto. Cosa diventerebbe? Probabilmente nulla di ciò che oggi de

Caricasole Flavio
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Le terapie istituzionali: come si curano i tumori della democrazia
Denunciare non basta. Se riconosciamo che esistono meccanismi che drenano risorse dalla collettività — criminalità organizzata, rendite di posizione, reti opache, finanza anonima — allora dobbiamo avere il coraggio di parlare di cure. Non servono parole forti. Servono regole chiare. Una democrazia sana non elimina il potere. Lo rende tracciabile. 1. Trasparenza sui beneficiari reali Ogni società, fondo o struttura finanziaria dovrebbe avere un beneficiario effettivo identific

Caricasole Flavio
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Tutto ha inizio dall'art.1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Lo leggiamo, lo conosciamo, lo diamo per scontato. Ma oggi, davvero, cosa significa? Quando è stato scritto, il lavoro era molto più di un’occupazione. Era riscatto. Era identità. Era partecipazione alla costruzione del Paese. Uscivamo da una fase storica in cui la dignità delle persone era stata calpestata, e il lavoro diventava lo strumento per ricostruirla. Oggi il contesto è cambiato. Il lavoro c’è, ma spesso è

Caricasole Flavio
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Mai avremmo immaginato di diventare conservatori
All’inizio ci pensavamo progressisti. Spinta al cambiamento. Voglia di innovare. Desiderio di rompere schemi che non funzionano più. Oggi, paradossalmente, ci ritroviamo a essere conservatori. Ma conservatori di cosa? Non di privilegi. Non di rendite. Non di posizioni acquisite. Conservatori dei valori costituzionali. Quelli veri. Quelli scritti, ma soprattutto quelli vissuti — o che dovremmo vivere. La dignità della persona. L’uguaglianza davanti alla legge. Il diritto al la

Caricasole Flavio
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Il primo atto politico di Articolo140? Un giorno noi...
Ogni comunità politica vive di un patto. Non di un’abitudine. Non di una tradizione automatica. Ma di un patto consapevole tra cittadini. La Costituzione della Repubblica Italiana è il pilastro di questo patto. È il testo che definisce diritti, doveri, equilibri tra poteri, limiti e garanzie. È la cornice dentro cui si muove la vita democratica. Ma un patto, per essere vivo, deve essere sentito come proprio. Non può ridursi a una convivenza passiva. Negli anni si è creato un

Caricasole Flavio
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Perchè ci chiamiamo "articolo140"?
Molti mi fanno questa domanda. La Costituzione italiana si ferma all’articolo 139. E non è un caso. L’ultimo articolo stabilisce un limite chiaro: la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione. È un confine. Un punto fermo. Un presidio. E allora perché articolo 140 ? Perché è, volutamente, un articolo che non esiste. È lo spazio che viene dopo. È ciò che ancora non è scritto. È il luogo in cui si apre la responsabilità di una generazione. Tra ciò che è intoccabile

Caricasole Flavio
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Si prega di non disturbare...c'è gente che dorme
Ci sono momenti in cui una società sembra stanca. Non arrabbiata, non mobilitata. Solo stanca. Sfiduciata. Come se avesse perso energia e fiducia nella possibilità di incidere sul proprio destino. Oggi molti cittadini vivono così: si informano poco, partecipano meno, votano con distacco o non votano affatto. La politica viene percepita come distante. Le istituzioni come lente. I problemi come troppo grandi per essere affrontati. È uno stato di torpore collettivo, più pericolo

Caricasole Flavio
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Dopo l'euforia della leadership...arriva la solitudine del comando
C’è un tratto ricorrente nella storia del potere. Molti leader iniziano il loro percorso con prudenza. Sono attenti, ascoltano, si circondano di collaboratori capaci. Sanno di non sapere tutto. Hanno bisogno di consenso, di confronto, di equilibrio. Poi qualcosa cambia. Con il tempo, il potere tende a isolare. Le decisioni diventano più solitarie. Il dissenso viene vissuto come ostacolo. I collaboratori si trasformano in esecutori. La fiducia iniziale lascia spazio alla conv

Caricasole Flavio
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