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Articolo140 cresce per passaparola naturale, non per campagne social.
costituzione


“I cittadini hanno diritto di conoscere la verità.”
Se dovessimo immaginare il cuore dell’articolo 140, partirebbe da qui. Un principio semplice. Ma dirompente. Perché oggi non è così. O meglio: lo è solo in parte. Frammentato. Limitato. Spesso aggirato. La verità pubblica è spesso opaca. Filtrata. Ritardata. A volte nascosta. E questo ha conseguenze profonde. Un vero diritto alla verità cambierebbe tutto. Cambierebbe il giornalismo. Non più basato su fughe di notizie, fonti anonime, ricostruzioni parziali. Ma su accesso diret

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min


Quando parliamo di politica, le parole non sono mai neutre
Anche un titolo può cambiare il modo in cui percepiamo un’istituzione. Dopo le elezioni regionali sentiamo spesso dire: “ha vinto il governatore”. È un termine entrato nel linguaggio giornalistico e nel dibattito pubblico. Suona forte, immediato, quasi presidenziale. Ma è coerente con la nostra Costituzione? La risposta è semplice: no. La Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 121, stabilisce che sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il

Caricasole Flavio
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Tutto ha inizio dall'art.1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Lo leggiamo, lo conosciamo, lo diamo per scontato. Ma oggi, davvero, cosa significa? Quando è stato scritto, il lavoro era molto più di un’occupazione. Era riscatto. Era identità. Era partecipazione alla costruzione del Paese. Uscivamo da una fase storica in cui la dignità delle persone era stata calpestata, e il lavoro diventava lo strumento per ricostruirla. Oggi il contesto è cambiato. Il lavoro c’è, ma spesso è

Caricasole Flavio
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Sovranismo o sovranità nazionale?
C’è una distinzione che continuiamo a evitare, e che invece andrebbe messa a fuoco con precisione: quella tra sovranità nazionale e sovranismo. Non è una sfumatura. È una linea di demarcazione. La sovranità nazionale è una cosa seria. È responsabilità, prima ancora che potere. È la capacità di uno Stato di decidere nell’interesse dei propri cittadini, dentro un sistema di regole che garantisce equilibrio, diritti e stabilità. Non è isolamento. È autorevolezza. Non è chiusura.

Caricasole Flavio
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Mai avremmo immaginato di diventare conservatori
All’inizio ci pensavamo progressisti. Spinta al cambiamento. Voglia di innovare. Desiderio di rompere schemi che non funzionano più. Oggi, paradossalmente, ci ritroviamo a essere conservatori. Ma conservatori di cosa? Non di privilegi. Non di rendite. Non di posizioni acquisite. Conservatori dei valori costituzionali. Quelli veri. Quelli scritti, ma soprattutto quelli vissuti — o che dovremmo vivere. La dignità della persona. L’uguaglianza davanti alla legge. Il diritto al la

Caricasole Flavio
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Il primo atto politico di Articolo140? Un giorno noi...
Ogni comunità politica vive di un patto. Non di un’abitudine. Non di una tradizione automatica. Ma di un patto consapevole tra cittadini. La Costituzione della Repubblica Italiana è il pilastro di questo patto. È il testo che definisce diritti, doveri, equilibri tra poteri, limiti e garanzie. È la cornice dentro cui si muove la vita democratica. Ma un patto, per essere vivo, deve essere sentito come proprio. Non può ridursi a una convivenza passiva. Negli anni si è creato un

Caricasole Flavio
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Perchè ci chiamiamo "articolo140"?
Molti mi fanno questa domanda. La Costituzione italiana si ferma all’articolo 139. E non è un caso. L’ultimo articolo stabilisce un limite chiaro: la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione. È un confine. Un punto fermo. Un presidio. E allora perché articolo 140 ? Perché è, volutamente, un articolo che non esiste. È lo spazio che viene dopo. È ciò che ancora non è scritto. È il luogo in cui si apre la responsabilità di una generazione. Tra ciò che è intoccabile

Caricasole Flavio
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Guerra e pace
Negli ultimi mesi la parola “guerra” è tornata nel linguaggio quotidiano. Si parla apertamente di possibili conflitti in Europa entro pochi anni. Già questo dovrebbe preoccuparci. Non solo per ragioni strategiche, ma per memoria storica. L’Europa ha conosciuto due guerre mondiali nel Novecento. Due tragedie che hanno devastato città, famiglie, generazioni intere. Milioni di morti. Interi territori distrutti. Uomini tornati dal fronte segnati per sempre, nel corpo e nella ment

Caricasole Flavio
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La Repubblica italiana è ancora giovane!
È nata nel 1946, da un referendum che ha segnato la fine della monarchia e l’inizio di una nuova storia. La sua Costituzione è entrata in vigore nel 1948. Se guardiamo ai secoli che hanno costruito altri Stati europei, settant’anni non sono molti. Per una democrazia, sono appena l’inizio. Essere giovani non è un difetto. È una condizione. Significa avere ancora energie, ma anche fragilità. Significa non avere ancora consolidato del tutto abitudini, anticorpi, cultura istituzi

Caricasole Flavio
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Un patto da non tradire
Il contratto sociale funziona solo finché le persone credono che valga la pena rispettarlo. Oggi, sempre meno italiani ne sono convinti.

Caricasole Flavio
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Verso un'Italia migliore
La Costituzione italiana non è un oggetto da celebrare. È un patto da praticare. E spesso non lo facciamo. Parliamo molto di diritti, molto meno di responsabilità. Eppure la cittadinanza non è uno stato passivo: esiste solo se qualcuno la esercita. Essere cittadini oggi significa partecipare, anche quando è scomodo, anche quando sembra inutile. Non solo votare, ma prendersi cura dello spazio comune. La partecipazione non nasce da sola. Ha bisogno di educazione civica, di ese

Caricasole Flavio
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