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Voto, rappresentanza, delega


Il mito del cittadino che sceglie
Nelle democrazie moderne sentiamo spesso ripetere una frase: "Alla fine decide il cittadino." È un'affermazione rassicurante, perché richiama uno dei principi fondamentali della democrazia rappresentativa: il voto appartiene ai cittadini e nessuno può sostituirsi alla loro volontà. Ma vale la pena fermarsi un momento e riflettere. Che cosa significa davvero scegliere? Ogni scelta presuppone la possibilità di conoscere le alternative. Più conosciamo le persone, le loro capacit

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min


L'ecosistema della fiducia
Abbiamo riflettuto partendo da una domanda molto semplice: il voto basta davvero a garantire una buona rappresentanza? Passo dopo passo abbiamo scoperto che il problema è probabilmente più profondo. Non riguarda soltanto il modo in cui eleggiamo i nostri rappresentanti, ma il modo in cui la fiducia nasce, cresce e accompagna la vita della Repubblica. Forse è proprio questo il punto sul quale vale la pena fermarsi. Una democrazia non è fatta soltanto di elezioni. È fatta di re

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min


L’insostenibile leggerezza dell’essere politico
Esiste una forma di leggerezza che in politica non è più tollerabile. Non è quella di chi cambia idea. Cambiare idea, in democrazia, è legittimo. A volte persino intelligente. La vera leggerezza insostenibile e insopportabile è un’altra. È attraversare anni di incarichi pubblici senza lasciare nulla. Nessuna visione. Nessuna riforma strutturale. Nessuna assunzione di responsabilità reale. Solo presenza continua, adattamento continuo, sopravvivenza continua. Politici che ondeg

Caricasole Flavio
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I programmi elettorali? Se esistono sono invisibili
Perché i programmi elettorali sono quasi sempre vaghi? La risposta più semplice è anche la più scomoda: perché la vaghezza paga. Un programma poco chiaro tiene insieme più elettori. Riduce i conflitti interni. Evita di esporsi a critiche puntuali. Permette di promettere senza vincolarsi davvero. È, in fondo, uno strumento di consenso più che un impegno operativo. Ma questo ha un costo. I cittadini votano sulla base di pochi slogan, di alcune misure simboliche, spesso scollega

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min


Quando parliamo di politica, le parole non sono mai neutre
Anche un titolo può cambiare il modo in cui percepiamo un’istituzione. Dopo le elezioni regionali sentiamo spesso dire: “ha vinto il governatore”. È un termine entrato nel linguaggio giornalistico e nel dibattito pubblico. Suona forte, immediato, quasi presidenziale. Ma è coerente con la nostra Costituzione? La risposta è semplice: no. La Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 121, stabilisce che sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il

Caricasole Flavio
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Voto ed elezioni: ecco cosa non quadra!
1) Il voto tardivo e la politica dello slogan Sempre più spesso il voto si decide all’ultimo momento. Le persone scelgono chi votare nelle ultime settimane, talvolta negli ultimi giorni prima delle elezioni. Questo fenomeno viene spesso letto come superficialità o mancanza di cultura politica. Ma anche qui il problema è più profondo. Il sistema democratico chiede ai cittadini di esprimersi raramente, su temi complessi, dopo lunghi periodi di distanza dalla politica attiva. È

Caricasole Flavio
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Nuova legge elettorale? Senza scelta non c’è rappresentanza
C’è un punto che spesso viene aggirato nel dibattito pubblico, forse perché troppo semplice per essere smentito facilmente: nelle elezioni nazionali i cittadini, di fatto, non scelgono gli eletti . Votano un simbolo. Talvolta una coalizione. Raramente una persona. Le liste sono bloccate o solo formalmente aperte. L’ordine degli eletti è deciso dai partiti. Il cittadino ratifica una decisione presa altrove. Questo non è un dettaglio tecnico: è una trasformazione profonda del r

Caricasole Flavio
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L’astensione non è silenzio
Da anni si parla di astensionismo come di un problema morale: cittadini disinteressati, pigri, disillusi. È una lettura comoda, perché sposta la responsabilità sulle persone. Ma è una lettura incompleta. Quando una parte ampia e stabile della popolazione smette di votare, non siamo di fronte a una somma di scelte individuali. Siamo di fronte a un fenomeno strutturale . E come tale va interrogato. Oggi l’astensione non produce alcun effetto politico. Non cambia le regole del g

Caricasole Flavio
Tempo di lettura: 2 min
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