Informare sì, manipolare mai!
- Caricasole Flavio

- 3 giu
- Tempo di lettura: 1 min
La libertà di stampa è uno dei fondamenti di una democrazia!
Non serve a proteggere una categoria professionale.
Serve a proteggere il diritto dei cittadini a conoscere i fatti, comprendere la realtà e costruire liberamente le proprie opinioni.
Per questo la stampa libera è essenziale.
Perché senza informazione indipendente non esiste scelta democratica consapevole.
Ma proprio per questo è necessario distinguere con chiarezza tra informazione e propaganda.
Esiste il giornalismo di inchiesta.
Quello che verifica, approfondisce, espone interessi nascosti, fa domande scomode anche al potere.
È una delle forme più alte di servizio alla collettività.
Esiste il giornalismo di informazione.
Quello che racconta i fatti con correttezza e aiuta i cittadini a orientarsi nella complessità del mondo.
E poi esiste il giornalismo di propaganda.
Che giornalismo, in realtà, non è.
Perché non nasce per informare.
Nasce per manipolare.
Si presenta come informazione, ma il suo obiettivo non è aiutare le persone a capire: è portarle a pensare in un determinato modo.
La conclusione è già decisa in partenza.
I fatti vengono selezionati, deformati o omessi per costruire consenso, paura, rabbia o appartenenza.
E non cambia nulla capire chi lo controlla.
Può essere politico, economico, ideologico o perfino commerciale.
La propaganda resta propaganda anche quando sostiene idee che condividiamo.
Una democrazia matura deve difendere sempre la libertà di espressione.
Ma non deve confondere la propaganda con il giornalismo.
Perché il giornalismo cerca la verità, anche quando è scomoda.
La propaganda cerca soltanto di orientare le persone.
Ed è una differenza enorme.
Articolo140 sostiene il diritto dei cittadini di conoscere la verità, o quanto meno le sue interpretazioni, ma non intende lasciare spazio alla manipolazione delle coscienze.


