Ma Articolo140... dove vuole andare a parare?
Non siamo contro il progresso. Siamo contro la perdita di equilibrio.
Ogni volta che si prova a mettere in discussione alcuni meccanismi della società contemporanea, arriva sempre la stessa obiezione:
“Volete tornare indietro.”
No. Il punto è esattamente opposto.
Non siamo contro il mercato.
Siamo contro un mercato senza limiti, nel quale ogni cosa — salute, informazione, acqua, relazioni sociali — viene trasformata in prodotto.
Non siamo contro la tecnologia.
Siamo contro l’uso manipolativo della tecnologia, quando viene utilizzata per orientare comportamenti, consumi, emozioni e consenso senza consapevolezza reale da parte delle persone.
Non siamo contro l’impresa privata.
Siamo contro l’idea che diritti essenziali e funzioni strategiche possano dipendere esclusivamente da logiche economiche o finanziarie.
Non siamo nostalgici.
Non immaginiamo un ritorno romantico al passato.
Sappiamo bene che il passato aveva limiti, inefficienze e profonde ingiustizie.
Proprio perché guardiamo avanti crediamo che serva ricostruire equilibrio.
Equilibrio tra libertà individuale e responsabilità collettiva.
Tra innovazione e tutela della persona.
Tra crescita economica e dignità sociale.
Tra velocità del mondo moderno e necessità umana di stabilità, relazioni e senso.
Per troppo tempo ci è stato raccontato che qualsiasi limite fosse un ostacolo al progresso, ma
una società senza limiti spesso finisce per perdere anche i propri riferimenti morali, democratici e umani.
Il nostro obiettivo non è fermare il cambiamento.
È impedire che il cambiamento travolga la dignità delle persone.
Perché una società moderna non si misura soltanto dalla sua capacità di produrre ricchezza o tecnologia.
Si misura dalla capacità di restare umana.
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